Ambiente – Scienza – Partecipazione: tre parole per tanti obiettivi nella società: progresso, benessere, salute, risparmio per guardare al futuro con ottimismo…
“…… lo sviluppo sostenibile per essere realizzato praticamente richiede una volontà reale a tutti i livelli politici e professionali, oltre alla partecipazione di tutta la collettività in quanto cittadini e consumatori.”
1993 - V Piano d’azione ambientale 1992/200 (Unione Europea)

La rivoluzione energetica prossima ventura

La “rivoluzione energetica” su cui si è impegnata l’Europa con l’accordo sul clima che ha imposto ai paesi membri il 20% di riduzione delle emissioni di CO2, il 20% di risparmio energetico e il 20% di produzione di energia da fonti rinnovabili per il 2020, non solo è indispensabile per fare bene la parte che ci compete come Paesi industrializzati nella lotta ai cambiamenti climatici, ma è anche una grande frontiera di innovazione tecnologica, di competizione economica, di industrializzazione.

Anche l’Italia nell’ambito dell’U.E. ha assunto importanti impegni in questa direzione.

Come cittadini e come esseri umani non possiamo esimerci da una simile responsabilità, per una migliore qualità della vita e per una gestione equilibrata del rapporto tra uomo e natura che non ci si ritorca contro.

Questo cosa significa?

Il consumo di elettricità in Italia sta calando ed è prevedibile che nei prossimi due decenni continui a farlo.

Nel settore industriale (che consuma il 47% dell’elettricità) questo calo è una conseguenza della delocalizzazione delle produzioni e della concorrenza dei Paesi di nuova industrializzazione, così come dello sviluppo degli interventi di miglioramento dell’efficienza energetica.

Nel settore domestico si sta assistendo ad una progressiva sostituzione delle apparecchiature elettriche con quelle più efficienti.

Nel 2020 l’U.E. impone di arrivare a coprire il 17% dell’energia consumata (elettricità, calore, raffrescamento e biocarburanti) con fonti rinnovabili.

Per raggiungere questo obiettivo sarà necessario che almeno il 30% dell’elettricità consumata nel 2020 provenga da rinnovabili.

Ma quali possono essere scelte di politica industriale ed energetica che favoriscano ed accelerino lo sviluppo delle fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica?

Per fare anche in Italia una scelta strategica di consistente sviluppo delle rinnovabili nei prossimi decenni è necessario

· superare pregiudizi legati alle vecchie fonti energetiche e comprendere a fondo il carattere strategico dello sviluppo delle rinnovabili (la previsione di una crescita dei prezzi del petrolio e del gas, la crisi climatica che richiederà riduzioni molto consistenti delle emissioni di gas di serra, l’utilità di puntare su fonti nazionali per ridurre la dipendenza energetica dall’estero, i miglioramenti tecnologici che già ne hanno ridotto i costi e che produrranno ulteriori tagli significativi entro il prossimo decennio)

· migliorare e adeguare la rete elettrica e assicurare la rapida connessione degli impianti di generazione a fonti rinnovabili e l’utilizzo di tutta l’energia elettrica che sono in grado di produrre;

· facilitando e semplificando le autorizzazioni, evitando che si produca un eccesso di prenotazioni di connessione di impianti solo sulla carta;

· assicurando stabilità e durata al sistema di incentivazione;

· sviluppare innovative filiere industriali nazionali della costruzione, installazione e gestione degli impianti alimentati con fonti rinnovabili, promuovendo accordi e iniziative fra Stato, Regioni, Enti locali insieme a Università imprese.

Lo sviluppo di beni (apparecchiature elettriche) e servizi ad elevata efficienza energetica comportano non solo risparmio di energia e di emissioni,ma anche nuove attività e nuova occupazione. Lo stesso dicasi per lo sviluppo delle rinnovabili.

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